Article in “Oubliette Magazine”

OUBLIETTE_MAGAZINE“Cinque ragazzi provenienti da tutta Europa hanno portato un vibrante groove sul palco del Lido il 3.11.2012. Attraverso un’inedita miscela di flauto traverso e chaos pad la band
presenta il suo originalissimo e rockeggiante sound a base di funk e hip-hop. 
Il flow del cantante mostra chiaramente che le sue radici sono debitrici della scena anni ’90”.

Così i The Hoo vengono presentati il giorno dopo la loro esibizione al Lido, da Matthias Priller, organizzatore dell’Emergenza contest,Berlino.

Il concorso è ormai da circa 20 anni il più grande contest per band emergenti al mondo, perché permette una grossa visibilità nei maggiori club della capitale.

E i The Hoo, dopo la loro performance al Lido e la conseguente vittoria, si sono aggiudicati il passaggio alla semifinale dell’est dellaGermania, che si svolgerà nel celebre SO36, a Maggio.

La scelta non era facile perché a confrontarsi erano band dagli stili musicali molto diversi ma i The Hoosono riusciti ugualmente a distinguersi grazie alla loro musica.

A dare il proprio voto, in questa prima fase, è stato unicamente il pubblico, accorso numeroso ad assistere all’evento nello splendido spazio offerto dal Lido.

The Hoo sono una funk band europea (Italia, Francia e Russia) nata a Berlino nel 2012, composta daAnthony Malka (tastiere), Tristano Pala (voce e flauto), Emanuele “Uele” Carboni (basso), Alex Sitnikov(batteria) e da Andrea Puddu (chitarra). Tristano, Uele e Andrea militavano fino a un anno fa nella funk/crossover band sarda dei Fun Key.

Ma torniamo ai The Hoo.

Nonostante la loro performance sia durata solo 25 minuti, hanno avuto tutto il tempo per scaldare il pubblico e dimostrare di trovarsi a proprio agio sul palco con un ampio range di atmosfere.

Dopo una breve introduzione del basso, il set ha inizio conFinti Gangsta, canzone di denuncia contro una certa scena hip-hop mainstream povera di contenuti, che trova la sua unica ragion d’essere e di vanto negli stereotipi del rapper di strada: donne facili, macchinoni, soldi e festini. Il pezzo trova la sua cornice ideale in un pesante e cadenzato beat hip-hop.

Dopo Finti Gangsta, la band introduce la sua ultima canzoneTheoretically Concrete, una sorta di punto d’incontro fraHerbie Hancock Stevie Wonder. Questa volta il cantante si cimenta con l’inglese e con la sua abilità nel dividersi fra rap, vibranti e caldi cantati e flauto traverso. Dopodiché è la volta di Where is The Party?, altro groove assassino, servito questa volta dall’incredibile bassista. La canzone, con il suo ritmo travolgente, è riuscita a far ballare e urlare tutta la platea.

L’ultima canzone del set, La Piscine – interamente strumentale – non fa altro che confermare l’attitudine e la voglia di dance-hall della band.

La splendida serata veniva poi chiusa da Cody Chestnutt, che in molti ricorderanno per la sua collaborazione con i The Roots, nel fortunato singolo The Seed. L’artista ha deliziato la platea con un soul raffinato e piacevole, molto Marvin Gaye-oriented.

Per rimanere in contatto con i The Hoo, per interviste e serate ecco i contatti:

The Hoo